Papa di due bellissime bambine, marito, giocatore (videogiochi e giochi da tavolo), senior business analyst @ EPAM system, twitcher (ahahah).

La mia esperienza su Twitch

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Un po’ di mesi fa sono stato colpito dalla malattia di Twitch (più o meno contemporaneamente agli amici Tonypizzide, Vitoiuvara, El_Maria e Giorgetti). Non sto parlando di seguire gli streamer che giocano o discutono online, quello lo facevo già da un po’. Ho iniziato a fare streaming anche io, non perché mi interessi diventare “famoso”, fare audience o chissà che; è partito sopratutto perché sono un piccolo nerd e spippolare con i tool di streaming mi diverte (ultimamente sto usando Streamlabs OBS, ma ne ho provati un po’).

Non posso negare però che una volta dentro, una volta fatta partire la diretta, il piacere di avere persone che ti seguono, di vederee il contatore delle views alzarsi, è innegabile (così come vedere e sentire il jingle quando qualcuno clicca su follow).

…mentre faccio unboxing di SpaceCorp della GMT…

…mentre faccio unboxing di SpaceCorp della GMT…

L’idea iniziale con la quale ero partito è stata “vado avanti a giocare quello che voglio, quando voglio. La cosa diversa è che clicco su “go live” prima di iniziare. Questa cosa è valsa per un po’ di tempo, poi però ho inziato a pensare a cosa potrebbe piacere alle persone, cosa vorrebbero vedermi giocare, ho quindi modificato il mio atteggiamento. Non tantissimo, ma un pensiero comunque ce lo faccio.

Non sono un prototipo del Twitcher, lavoro, ho una famiglia, due bambine piccole e pensare di avere anche solo una agenda con due appuntamenti serali per fare streaming è quantomeno improbabile. E due appuntamenti du Twitch non bastano, si deve essere online quasi tutte le sere, per fare retention degli utenti. Perché probabilmente avranno molti altri canali da seguire e potrebbero esserci serate “affollate” dove sono tutti online a fare streaming. Serve anche una buona parlantina, oltre al fatto di non averla ho anche il problema di non poter tenere un tono di voce troppo altro (a causa delle bambine di cui sopra).

Và che bello At the Gates

Và che bello At the Gates

Lo scorso anno, dopo la forzata pausa estiva, non ho avuto più lo stimolo di continuare. Fare streaming per qualche mese e vedere il contatore dei follower bloccato su 35 non è una buona spinta, pur essendo consapevole di tutte le condizioni elencate sopra.
Con l’inizio del nuovo anno sono tornato online, divertendomi. Dopo mesi ancora non ho capito il meccanismo Twitch, cosa piace, cosa no. Gioco a PUBG (tra i giochi più popolari di Twitch) e non ho viewers, probabilmente perché le persone cercano professionisti del gioco (d’altronde come posso competere con DrDisrespect o Shroud). Una sera gioco a CoD e arrivano un po’ di persone a vedermi, le sere dopo, sempre su CoD, il vuoto. Provo un gioco di “nicchia”, giocandolo all’uscita (nello specifico At the Gates, gioco di strategia simil 4X uscito ieri sera) e non appare nessuno tranne due amici poco interessati al gioco in se.

Nonostante questo andrò avanti, quando posso e quanto posso, senza pretese. Per fare le cose più ‘carine’ ho chiesto all’amico e, secondo me bravissimo designer, Lorenzo ‘nomoreme’ Gerli di realizzare logo e grafica del canale. L’idea è quella di sfruttare le cose che potrebbero essere negative per un twitcher (l’essere padre di famiglia) come leva per comunicare qualcosa di diverso, di simpatico… vedremo. (e adesso che ti ho pure citato, Lore, non puoi tirati indietro :) ).

Ah naturalmente potete seguire le mie avventure sul canale (fate follow, è gratis!)

Il potere della passione

La bellezza nelle piccole cose