Until Dawn

Until Dawn: terrore e suspense, solo su PS4 27 Parto con le mie solite premesse. Non sono un fan dell'horror in generale. Ho letto qualche libro di Stephen King e visto un paio di film ma niente di più. Fondamentalmente perché mi spavento troppo e sopratutto mi porto dietro il ricordo dei film (nel senso che poi faccio fatica a dormire... troppa ansia :) ).

Però ne sono affascinato e attratto, un po' come le zanzare con la luce blu e quando ho il "coraggio" di iniziare a leggere o vedere un horror non posso fare a meno di arrivare fino alla fine.

Così è successo con Until Dawn, ho iniziato titubante e non ho fatto a meno di finirlo (e rigiocarlo).

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Se siete il tipo di persone infastidite dalle scelte "imbecilli" che spesso i personaggi compiono nei film horror, giocare ad UD è un ottimo modo per far sì che le nostre idee in fatto di "soggetto" prendano forma (anche se comunque legate alle scelte decise dal team di sviluppo). Ambientato in una remota regione del Canada, UD offre un'esperienza al di sopra della media dei video giochi visti fino ad oggi. Inizia col botto, per poi portarci in fast-forward precisamente a un anno dopo il prologo dove troviamo gli otto protagonisti riunirsi durante un weekend per onorare la prematura morte delle loro amiche (o parenti). Tutti sono invitati a raggiungere una baita sulla cima di una montagna in mezzo al Canada Occidentale. Naturalmente molto isolata. Naturalmente con un tempo atmosferico di merda.

Il punto centrale del gioco è che ogni personaggio può morire, anche tutti, e la loro vita (o morte) dipende dalle nostre scelte. Sembra una banalità, ma avere nelle proprie mani la vita di 8 personaggi porta a conseguenze interessanti. Io per esempio ho palesemente lavorato per far sì che alcuni di essi morissero perché mi stavano sulle balle. Ecco però che entra in campo l'altra grande novità introdotta da UD, il famoso Effetto Farfalla. Cercando di far crepare i personaggi più antipatici (almeno per me) ho innescato degli effetti che hanno portato alla morte uno dei miei personaggi preferiti, senza poter far niente per lui.

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Non voglio fare spoiler quindi non descriverò nessun personaggio e non parlerà di nessuna delle location incontrare nel gioco. Sappiate però che il coinvolgimento è molto alto e la voglia di rigiocarlo giusto per provare nuovi bivi è forte (e io odio rigiocare). Molti dei personaggi sono interpretati da attori ben riconoscibili: Hayden Panettiere (Heroes, Nashville), Rami Malek (Una notte al museo), Galadriel Stineman (The Middle) e Peter Stormare (Prison Break, Fargo). Sono presenti tutti i classici stereotipi di questo genere di film: lo spocchioso, la cheerleader figa, l'ex geloso e nonostante questo i personaggi risultano comunque credibili.

La storia è divisa in dieci capitoli durante i quali andremo a controllare tutti gli otto personaggi (non potremo però decidere direttamente quale personaggio controllare ma affidarci a quanto deciso dai designer). I controlli variano e mescolano diversi momenti; si va dal classico quick-time events al controllo diretto del personaggio alla meccanica basata sul motion-control (muovere il pad in maniera particolare). Ogni volta che ci troveremo a dover fare delle scelte che potrebbero condizionare la trama avremo un tempo limitato a disposizione per decidere. Questo non fa altro che aumentare il senso di urgenza e mantiene alto il livello di ansia (decidere se nascondersi o scappare in 5 secondi è sicuramente stressante ma anche molto realistico).

Until Dawn: terrore e suspense, solo su PS4 3

In conclusione Until Dawn mi ha pienamente convinto grazie ad una storia molto ben scritta, a un'ottima implementazione di diversi meccanismi di gioco. La tensione è sempre alta (direi un must-have per una horror story :) ) anche grazie ad una realizzazione tecnica di prim'ordine (l'uncanny valley purtroppo è ancora la dietro l'angolo in attesa di fare capolino). Unica pecca, non da poco però, è il doppiaggio non proprio entusiasmante, sia dal punto di vista recitativo che dal punto di vista del mixaggio che spesso mantiene l'audio del parlato molto basso e coperto dalla musica e/o dagli effetti sonori.