Far Cry 4: il Kyrat secondo Ubisoft

FarCry4_FC4_ca_002_e3_140609_8pmPST_1402224531 Matematicamente il numero 4 è sicuramente più grande del 3 e sappiamo benissimo che la matematica non è un'opinione. Come non è un'opinione che questo Far Cry 4 sia più grande di Far Cry 3. Non solo più grande ma anche migliore.

La prima miglioria riguarda il protagonista, non più quel James Brody così distante e alienato rispetto all'ambiente di gioco, ma un Ajay Ghale strettamente legato al Kryat - suo padre ha fondato il gruppo ribelle Il Sentiero d'Oro che sta combattendo per destituire il despota Pagan Min.

Ajay è anche molto più 'umano' rispetto ai protagonisti di Far Cry 3 grazie ad un doppiaggio veramente ben realizzato anche in italiano (quello originale è superlativo). Non solo Ajay ma tutti gli abitanti del Kryat con i quali il giocatore potrà interagire risponderanno in maniera vera e umana. Questo vale anche, se non di più, per il fantastico cattivo di turno, Pagan Min, che non è solo cattivissimo fino al midollo ma lo è in maniera divertente, talmente divertente che a volte vien voglia di stare dalla sua parte, di seguirlo nelle sue decisioni.

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In realtà il legame tra i genitori di Ajay e Il Sentiero d'Oro è troppo forte per non sentirsi parte di questo gruppo. Una delle cose più interessanti di questo nuovo capitolo è la possibilità di affrontare la storia in molteplici modi diversi, questo grazie alla presenza, all'interno del gruppo rivoluzionario, di due personalità molto diverse tra loro ma con un unico obiettivo: distruggere Pagan Min. Amita e Sabal si contendono la leadership del gruppo e nei panni di Ajay i giocatori hanno la possibilità di influenzare Il Sentiero e appoggiare indistintamente l'una o l'altra candidatura; questo ha dato libertà agli sviluppatori di creare molteplici percorsi per tentare di risolvere il riconosciuto problema che ha afflitto Far Cry 3; alcuni test in Far Cry 3 hanno sollevato problemi nell'integrazione tra la storyline e l'Open World. Alcuni tester hanno giocato soltanto due missioni storia in 16 ore di gioco. Se la maggior parte dei giocatori lascia che i propri amici vengano torturati in un 'basement' perdendo tempo a cacciare animali per costruirsi una sacca più grande... c'è qualcosa che non funziona.

"Con Far Cry 4 - sostiene Thompson - abbiamo voluto allineare il gioco 'fisico' con la parte narrativa. Il punto forte di Far Cry 4 è proprio l'open world, la soluzione al problema non è costruire corridoi chiusi come in CoD ma migliorare l'abilità del giocatore nel 'raccontare' storie, incrementare i collegamenti tra la storia e il mondo di gioco. Quindi, per fare un semplice esempio, se uno degli amici di Ghale si trova in imminente pericolo, i giocatori devono aiutarlo immediatamente. L'open world in questo caso fa si che questo piccolo pezzo di storia sia completamente diverso da giocatore a giocatore, proprio grazie alla dinamicità dell'ambiente; sul tragitto che ci porterà al luogo della missione potremo trovarci a difendere i membri del Sentiero in una mini guerriglia urbana, ad evitare elefanti impazziti o aiutare abitanti dell'isola alle prese con problemi all'auto"

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Tornando a parlare di ciccia, nel gioco avremo a disposizione un arsenale di tutto rispetto ma non tutto e subito. Il giocatore potrà acquista sin da subito tutto quello che vuole oppure aspettare di sbloccarlo. Sbloccare un'arma significa banalmente entrarne in possesso durante il nostro girovagare per l'isola. Come nell'episodio precedente avremo accesso ad armi utili per la caccia e l'attacco silenzioso - penso al classico arco e frecce. Cacciare gli animali e conservarne le pelli è necessario se vogliamo ampliare il nostro sacco-inventario oppure la nostra fondina.

Come in ogni gioco Ubisoft che si rispetti - ma ormai il suo utilizzo si è diffuso anche su altri publisher - avremo a che fare con alcuni punti di controllo, in questo caso dei ponti radio, che se modificati per interrompere le comunicazioni della propaganda di Min mostreranno tutti i punti di interesse all'interno della propria area di competenza.

Oltre alla storyline principale avremo a disposizione una pletora di missioni secondarie e terziarie con cui divertirci per ore e ore. Se ad esempio la possibilità di ampliare il nostro inventario non è motivo sufficiente per farci amare la caccia, avremo a disposizione anche Mumu Chiffon ad offrirci alcune missioni dedicate proprio all'arte venatoria. Per non parlare del trafficante di armi pazzo che si crede un predicatore e ci riempie la testa di citazioni bibliche.

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Spesso la scelta tra Amina e Sabal non è dettata solo dal tipo di missione che ci aspetta ma da una vera e propria scelta morale (la prima di queste ad esempio ci mette di fronte alla scelta se salvare delle vite oppure dei documenti importantissimi per fare un gran passo in avanti nella rivoluzione).

Il nostro protagonista potrà migliorare le proprie skill seguendo due rami, quello più legato al combattimento è il ramo della tigre, quello vicino al crafting e alla salute è il ramo dell'elefante. Per far questo dovremmo svolgere azioni in giro per la mappa, non solo compiendo le missioni principali e secondarie ma anche risolvendo quelle di caccia, di salvataggio di ostaggi, di conquista degli avamposti, di gare automobilistiche e così via. Non avremo tempo di annoiarci, si parla di circa quindici tipologie di missioni diverse senza dimenticare tutte le missioni karma (aiutare ad esempio gli alleati del Sentiero in sporadici combattimenti in strada) e i simpatici collezionabili sparsi ovunque.

Sembra tutto molto facile, almeno all'inizio e almeno per quelli ormai avvezzi ad ogni tipo di FPS, ma le cose diventano sempre più difficili man mano che proseguiamo nella storia. Mappe sempre più grandi (penso alla missione all'aeroporto) e nemici sempre più 'complicati' da gestire metteranno a dura prova le nostre abilità non solo di mira e riflessi ma anche di studio della mappa e utilizzo dei suoi elementi.

Tecnicamente il gioco è spettacolare e grazie ad un draw distance altissimo potremo godere si paesaggi incredibilmente dettagliati. Il frame rate è stabile e non ho notato rallentamenti neanche nelle fasi più concitate, con un bel po' di poligoni a schermo. Forse non l'ho accennato prima ma l'intelligenza artificiale dei nemici è anch'essa di ottima qualità e capacissima di metterci in difficoltà, sopratutto nelle fasi di stealth.

Concludendo un titolo sicuramente da avere per tutti quelli che hanno amato la saga (anche se potrebbe lasciare gli amanti del terzo capitolo con un po' di amaro in bocca viste le poche innovazioni apportate), consigliatissimo anche a chi non ha mai toccato con mano la qualità di Far Cry. Fatevi un bel regalo di Natale e compratelo, se non lo avete già fatto, non ve ne pentirete.

BUONE FESTE!