Ma sei creativo o scemo?

Creatività. Nel mondo dell’adv si parla spesso di questo sostantivo che racchiude in sé molti significati, dal più profondo, al più misterioso, dal più controverso a quello pieno di senso vuoto.

Ma qualcuno di voi pensa mai alla necessità di un creativo di liberarsi, di prendersi la propria libertà lavorativa, come un apneista fa appena risale dal profondo blu?

Mi spiego meglio. Chi lavora in pubblicità impara a conoscere il Cliente, ad indovinarne i gusti, le evoluzioni e le involuzioni, insomma, impara a plasmare se stesso ed il proprio lavoro per stare al passo con i gusti e le necessità del proprio utente finale.

Ma la parola ‘creatività’ significa: capacità, facoltà di creare ‖ estens. Originalità inventiva. SIN. estro, fantasia.

Direi che questa definizione si spiega da sola.

Ciò che vorrei per me stessa, in quanto creativa e che vorrei ritrovare nei miei simili è la liberta di osare.

In molte Agenzie di pubblicità si parla spesso di divertimento, di supermento dei limiti come principio assoluto di ogni lavoro, dall’ideazione di un naming, alla creazione di un sito.

E allora liberiamoci. Alziamoci dalle nostre sedie o ci si appiattirà il fondoschiena e la mente, osiamo, anche se sappiamo che il Cliente non vuole quell’idea o ancora non è pronto per affrontala ma proviamoci. Perché fa bene all’anima e alla pelle, perché è quello che ogni giorno qualcuno ci chiede di fare, perché dobbiamo respirare ogni tanto, dobbiamo ricordarci di respirare per la sopravvivenza della specie. La nostra.

Il Cliente, poi, potrà muoversi come un muro di gomma, parlare il marketinghese o potrà scegliere di fare qualcosa di completamente inaspettato. Stupirci. E se lo farà, sarà bellissimo.

Ma se ciò non dovesse succedere, almeno avremo respirato.

 

Creativo o scemo? Tutti e due, grazie.