La morte lenta dell'italiano

Dante Ieri sera guardando un telegiornale (o forse era netc@fe su Telelombardia?) ho sentito per l'ennesima volta utilizzare le parole "piuttosto che" al posto della disgiuntiva "o". Perchè? Perchè dovete farmi sangunare le orecchie con questi errori proprio voi, giornalisti, che dovreste essere portatori di un italiano perfetto (e tralascio la dizione, altra nota dolente dei lettori di notizie).

Purtroppo ormai il "piuttosto che" è utilizzato normalmente al posto della "o", anzi sembra quasi che faccia un po snob/ho-padronanza-del-linguaggio. La cosa che mi lascia perplesso è la totale assuefazione delle persone che assistono a questo scempio, nessuno dei miei amici o conoscenti (anzi, piuttosto che conoscenti) si è mai posto il problema dell'errore e quando sono io a farlo notare non sembrano essere convinti di quello che sto dicendo. Non solo è un errore grammaticale ma, cosa ancora più grave, può portare ad ambiguità comunicative. Prendo due esempi dall'articolo di Ornella Castellani Pollidori dell'Accademia della Crusca che tratta proprio questo argomento:

dal settimanale L’Espresso, del 25.5.2001, incipit dell’articolo a p. 35 intit. Il cretino locale (sulla fuga dei cervelli dal nostro Paese): «È stupefacente riscontrare quanti italiani trentenni e quarantenni popolino le grandi università americane, piuttosto che gli istituti di ricerca e le industrie ad avanzata tecnologia nella Silicon Valley»; naturalmente questo piuttosto che pretende di surrogare la semplice disgiuntiva, ma il lettore non edotto è portato a chiedersi come mai i giovani studiosi italiani sbarcati negli Stati Uniti snobbino per l’appunto i prestigiosi centri di ricerca della Silicon Valley. E ancora: «... di questo passo, saranno gli omosessuali piuttosto che i poveri piuttosto che i neri piuttosto che gli zingari ad essere perseguitati»: frase pronunciata dal noto (e benemerito)  dott. Gino Strada nel corso del Tg3 del 22.1.2002; in questo caso, la prospettiva d’una persecuzione concentrata protervamente sulla prima categoria avrà reso perplesso più di un ascoltatore...

Naturalmente è una lotta contro i mulini a vento, io preferisco essere snob al contrario ed indignarmi per un utilizzo errato della lingua italiana (naturalmente non mi reputo un italianista o un grandissimo scrittore, tutt'altro, però nel mio piccolo mi sforzo e cerco di imparare e migliorare il mio italiano)

Spero che questo post vi piace e se vuoi potete lasciare dei commenti (o usato bene il congiuntivo?).