Dopo il mobbing e lo stalking, come vogliamo chiamarlo questo, il 'trombing'?

Oggi leggendo questo articolo sul corriere ho sentito crescere in me una certa rabbia!

Lo so che forse con quello che sta succedendo negli abruzzi causa disastro argomenti come questi non sono al centro dell’attenzione di tutti, ma lo dovrebbero essere perché sono piccoli disastri che rovinano la vita tutti i santi giorni!

Possibile che ormai quasi nel 2010 una donna quando ha un bambino debba essere emarginata e dover scegliere tra la vita famigliare e il lavoro? Possible che non esistano delle strutture statali che permettano alle donne di andare avanti con la propria carriera e che i bambini siano sempre visti come un peso per la società e non come la risorsa del nostro futuro??

In una società sempre più vecchia dove non si fanno figli o se li si fanno lo si fa sempre in età più avanzata siamo ancora costretti a scontrarci con i pregiudizi della gente e soprattutto a trovare altre donne che sono pronte a fregare il posto a colei che è andata in maternità. Ovviamente non voglio incolpare chi sfrutta una sostituzione di maternità per inserirsi in un campo, ma me la prendo coi dirigenti delle aziende che sono sempre meno lungimiranti e non pensano mai che prima o poi la neo mamma rietrerà e che se la metterai a fare un lavoro che non la gratifica, anzi la deprime lei ti ripagherà con l’assenteismo. Forza diciamolo, chi non lo farebbe?? Aspetti i 35 anni per avere una posizione in azienda, finalmente decidi di procreare e al tuo rientro ti trovi declassata, messa da parte, come se in quei mesi in cui sei stata via fossi diventata deficiente! E poi ovviamente se ti lamenti, non fai il bene dell’azienda, ma la vogliamo smettere??

Potrei andare avanti per ore, ma credo che sarebbe inutile quindi spero semplicemente di aver stimolato in voi una certa riflessione e che tutti inizino a capire che la maternità non è un onta, ma un investimento per il futuro, di TUTTI!